La Morandina

Gran golena dell’ Adige, la Morandina è un ruscello proveniente dal centro città lungo il quale si dispose il primo nucleo abitativo del quartiere costituito da case in legno, per facilitarne la demolizione in caso di attacco, durante la dominazione austriacao.

“La Morandina si rinforzava di acque della sorgente Bearara per poi, attraverso i campi che contribuiva ad irrigare con complicati sistemi di canalette, finire nella vasta campagna di San Michele e poi, prima del Bosco Buri, giungere inesorabilmente in Adige. Acque resorgive, chiare, fresche, limpide come cristalli di una teca capace di conservare splendide alghe verdi e frementi fiorite di lillà in primavera e, in mezzo al quale, i ‘marangoni’ guizzavano inesausti”.

(“Il Porto quel giorno”, Comune di Verona, Circoscrizione 7, 1984).

Laghetto
La Fernandea

Così venne denominata la Linea ferroviaria Milano-Venezia entrata in funzione nel 1849 che delimita a nord il quartere Porto San Pancrazio e che ha profondamente trasformato la vita quasi “arcadica” degli abitanti del borgo che vivevano allora delle risorse dell’Adige e dei prodotti del terreno alluvionale.

Venne allora realizzata la vicina stazione di Porta Vescovo, in stile neoclassico, di colore bianco, con un’ampia tettoia in ferro. Nell’ampio piazzale incornicato di verde stazionavano in quegli anni carrozze pronte ad accogliere i viaggiatori che, provenienti da Milano o Venezia, percorrevano un’importante tratta del misterioso e romanzesco itinerario dell’”Orient Express”. I viaggiatori di estrazione più modesta dovevano invece accontentarsi di raggiungere il centro con un tram a cavalli.

Nel B&B La Buccetta è stato ritrovato un piccolo deposito di carbone testimone dell’attività di donne e pensionati che settacciavano le scorie di carbone che si accumulavano lungo la ferrovia alla ricerca di grani incombusti.

(“Il Porto quel giorno”, Comune di Verona, Circoscrizione 7, 1984).

Stazione di Porta Vescovo